The tamer of Istanbul

Press | Paper and web

Osman, un eroe turco sbarcato a Montecalvario di Guido Piccoli
da Il Mattino, martedì 6 settembre 2011

 

"Ci sono voluti sette viaggi in Turchia per concepire questo libro", racconta Elettra Stamboulis, sceneggiatrice bolognese, curatrice di mostre d'arte e di fumetto (tra cui quelle dell'iraniana Marjane Satrapi, dello statunitense Joe Sacco e del serbo Aleksandar Zograf) con la passione per l'archeologia. Nell'ultimo e decisivo, il suo compagno Gianluca Costantini, illustratore e fumettista bolognese affermato internazionalmente (pubblica su una decina di riviste, tra le quali Internazionale e Le Monde Diplomatique) ha realizzato sul posto, "in diretta", la gran parte dei disegni che compongono L'ammaestratore di Istanbul, pubblicato da Comma 22 Editore. Venti di queste tavole sono esposte da ieri e fino al 12 settembre, nella Sala Assoli del Teatro Nuovo a Montecalvario 16, nel quadro di una rassegna settimanale, organizzata dall'associazione Ponte Radio nell'ambito del Napoli Teatro Festival. Una rassegna che a sua volta prevede tre serate, a cominciare da giovedì prossimo, nell'Albergo dei Poveri, di rappresentazione di "Trilogia quasi dantesca", con protagonisti bambini libanesi, palestinesi, turco-tedeschi e romagnoli di Tiro, Jenin, Berlino e Alfonsine.

L'opera illustrata ruota intorno alla figura di Osman Hamdy Bey, intellettuale rivoluzionario ottomano, oltre che pittore e archeologo che può essere considerato un "padre della patrai" turca al pari di Mustafa Kemal, più conosciuto come Atatruk. E' soprattutto grazie alle sue battaglie se la Turchia è riuscita a non farsi rapinare dalle potenze occidentali i maggiori tesori del passato ed è oggi dotata di una prestigiosa Accademia delle Belle Arti. "Più scoprivamo la sua grandezza e verificavamo quanto fosse ignorato in Europa, più ci siamo appassionati nel raccontare la sua vita", dice Elettra Stamboulis.

L'ammaestratore di Istanbul, che prende il nome da un'opera di Osman, L'ammaestratore di tartarughe (il quadro più famoso della pittura nazionale, tanto da essere definito comunemente la "Gioconda turca") è una vera e propria graphic-novel, che intreccia la ricostruzione dell'avventurosa vita di Osman, il contesto storico nel quale visse a cavallo tra il XIX° e XX° secolo e il diario di viaggio degli autori fatto nell'agosto 2007, qaundo l'esercito israeliano invase il sud del Libano, bombardando tra l'altro la città di Tiro, dove lo stesso Osman aveva fatto le sue scoperte archeologice più importanti. "Oltre a rendere omaggio ad un grande personaggio , dimenticato o sottovalutato dalla nostra cultura, abbiamo voluto parlare della relazione difficile e irta di stereotipi tra Occidente e Oriente, Anche per uqesto abbiamo inserito come prologo nelle prime tavole una grande studioso dell'argomento come il palestinese Edward Said", spiegano gli autori.

L'ammaestraore di Istanbul di Vittore Baroni
da Rumore n°236, settembre 2011

 

Chi è Osman Hamdi, Artista, archeologo e intellettuale turco di fine Ottocento che in un suo quadro si è enigmaticamente ritratto in veste di ammaestratore di tartarughe? A questa domanda cercano una risposta, durante un soggiorno a Istanbul, i due autori del progetto, rendendosi sempre più conto del rilevgante ruolo svolto per la cultura islamica da questo anomalo e misconosciuto personaggio, del tutto escluso dalle storie dell'arte occidentali. La tecnica è quella del diario per immagini, collaudata da Costantini in numerosi altri volumi, mischiando ricerca storica e situazioni autobiografiche in un lavoro che contamina modi del "giornalismo a fumetti" con quelli del saggio d'arte. Il libro è visionabile in rete a www.thetamerofistanbul.org

The Tamer of Istanbul by Joe Gordon

http://forbiddenplanet.co.uk

CR Holiday Post #9: Go Explore And/Or Bookmark The Tamer Of Istanbul

www.comicsreporter.com

L'ammaestratore di Istanbul di Michele Marziani
da Appunti di viaggio www.michelemarziani.org

13 febbraio 2009

 

Prendo in mano L'ammaestratore di Istambul, lo sfoglio per l'ennesima volta. Lo ripongo. Appoggiato su un mucchio di libri che mi fa l'occhiolino da un angolo del pavimento. Beh, tutti prima o poi hanno un outing che li aspetta: da bambino volevo fare il disegnatore di fumetti, quello era i mio vero sogno, raccontare storie disegnate. Un po' Hugo Pratt, un po' Grazia Nidasio. Poi una vita a tratti anche beffarda mi ha distolto dalle figure e spinto alle parole.
Ecco, Gianluca Costantini è per me, prima di tutto, soggetto di grande invidia: fa il mestiere che volevo fosse mio e lo fa benissimo, con un tratto che è proprio quello che avrei voluto avere...
Nel libro L'ammaestratore di Istanbul, vero e proprio romanzo a fumetti in uscita il 18 febbraio per i tipi di Comma22, Gianlunca Costantini disegna Istambul, percorre la città con Elettra Stamboulis che scopre di essere incinta tra una pagina e l'altra, lei scrive il testo, racconta la storia, intreccia i particolari, segue le orme di Osman Hamdi che è un pittore, ma anche un tassello d'Oriente, in Libano infuria l'ultima, l'ennesima, guerra del Libano. Presenti e passati si mescolano tra orienti, occidenti e accidenti nell'unica città capace di contenerli, assimilarli, carezzarli anche: Istanbul, capitale dell'inquietudine europea, porta di quello che siamo, di quello che avremmo voluto essere. La città di Orhan Pamuk che sa farne teatro letterario universale, dei viaggiatori francesi, degli imperatori bizantini, dei sultani ottomani, delle ville di legno lungo il Bosforo. In una di queste, a Tarabya, c'era una volta un giardiniere ed è il protagonista del mio prossimo romanzo in uscita quest'anno. È bello come si incrociano i destini. O come a noi piace incrociarli.

La faccia nascosta della Turchia di Luca Raffaelli

da XL Repubblica, 2009

 

Mamma li turchi. E perché ci fanno ancora paura? Perché nulla sappiamo di loro, a parte la durezza delle prigioni e qualche tragedia storica. Ad esempio non abbiamo idea di chi sia Osman Hamdi, anche se quest'uomo nell'800, artista e politico, è per loro quello che è Leonardo da noi.

Ce lo rivelano Stamboulis, che scrive un appasionato diario di viaggio alla ricerca delle opere di Hamdi, e Costantini che disegna dal vivo i luoghi e le situazioni.

Biografie sospese tra est e ovest di Serena Simoni

da Ravenna&Dintorni

4 giugno 2009

 

Il nome di Osman Hamdi Bey dice poco alla totalità degli occidentali così come - probabilmente - è quasi sconosciuto anche a molte persone in Turchia, il paese che gli ha dato  i natali sulla metà dell'Ottocento. Eppure Osman è una figura cardine nella storia visiva della Turchia: pittore e intellettuale ma anche archeologo di fama, fu conosciuto in Europa e accolto nella comunità scientifica per i suoi importanti scavi e per la creazione del Museo archeologico di Istanbul.

La sua affascinante biografia, divisa fra un amore appasionato per la propria terra e per l'Occidente è stata la traccia da ricostruire e su cui si sono incamminati Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, sceneggiatrice e disegnatore del romanzo grafico L'ammaestratore di Istanbul. Tutto per tavole a fumetti, la storia è allo stesso tempo ricostruzione della vita del protagonista e di un contesto storico, diario di viaggio degli autori e rifelssione sul rapporto a chiaroscuro fra Est e Ovest. Con frequenti passaggi fra passato e presente, si ricostruisce la Istanbul di oggi - quasi indifferente nella sua sospensione di Giano bifronte - e quella di ieri, tesa a rincorrere la distanza che al separa dall'Europa, con un intreccio che riporta poi di nuovo alla piena attualità, cadenzata dalle notizie della guerra di Libano o delle risoluzioni Onu contro le ostilità fra Israele ed Hezbollah.

L'andamento si dipana fra la formazione di Osman a Parigi - meta di tutti gli intellettuali turchi dell'epoca -  e le sostanziali incomprensioni collettive del rapporto attuale fra Occidente e Oreinte, un tema che corre parallelo a quello biografico: l'indagine degli stereotipi è utile, soprattutto alla luce di chi, come Osman ma anche gli stessi autori del testo - pur avendo casa da una parte - attraversa i confini, cercando di comprendere l'altro da sé. Le belle tavole del testo, costruite su pochi segni e un andamento calligrafico che si adatta a tradurre lo skyline di Istanbul e della cultura ottomana sono puntate sui dettagli, focalizzando visi e scene conteporanee e i quadri di Osman, i bassorilievi antichi e la vita quotidiana. Ogni immagine e il testo stesso si interrogano sulla distanza, su quanto lo sguardo - anche quello pieno di passione - può riuscire a vedere di ciò che non si appartiene nè forse mai mai ci apparterrà completamente. La suggestione continua del romanzo riguarda il destino di Osman e di quanti - come lui - mescolano con passione due culture diverse, applicando quel principio Sufi che considera l'amore per la verità uno dei principali compiti della vita. Una verità che non è mai tutta né a est, né a ovest.

Il fumetto tra memoria e libertà di Michele Tosi

da Corriere Romagna

5 dicembre 2009

 

Costantini e Stamboulis raccontano "L'ammaestratore di Istanbul"

 

CORIANO. Terza e conclusiva giornata della rassegna di percorsi artistici tra antiche domande e saperi giovani intorno al tema Libertà come bene supremo, che vedrà protagonista oggi alle 18.30 al Teatro Corte Coriano Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis autori de L'ammaestratore di Istanbul. a colloquio con Michele Marziani.

 

Seguirà la lettura del loro romanzo grafico svolta dagli studenti della Non-scuola del Teatro delle Albe con la guida di Roberto Magnani. Tra disegno e giornalismo, la loro opera ("Sangue in Algeria", "Daily Iraq"), così come il festival Komikazen da loro ideato, ha permesso di guardare al fumetto di realtà come ad un altro modo di guardare la storia, da dentro, di fissare protagonisti, luoghi, eventi in quadri di parole e immagini, in cui l'immediatezza telegrafica del segno si sposa all'immediatezza della notizia figurata.

Tutta la votra progettualità, la vostra ricerca di libertà espressiva e non solo - abbiamo chiesto ai due autori ravennati - sembra aderire a quanto evidenzia Isabella Bordoni nella presentazione del festival: "Segno di eloquenza civile" per fare della conoscenza di cittadinanza poetica.

Nella nostra ricerca - ci dicono - abbiamo sempre messo in primo piano la libertà e combattutto che la toglie. Lo abbiamo fatto soprattutto con l'uso delle immagini cercando di insegnare il loro linguaggio di lettura. Siamo purtroppo in un contesto educativo e sociale in cui la comunicazione avviene per immagini, ma non esiste quasi la didattica dell'immagine. Non sempre questa libertà è permessa ne benvoluta.

Chi era Osman Hamdi L'ammaestratore di Istabul?

Vissuto alla fine dell'Impero Ottomano pittore, archeologo, fu un uomo che cambiò l'arte del suo tempo e la sua città. In questo senso cercò di ammaestrare Istanbul come un domatore oppure come un derviscio cerca di educare le tartarughe.

Fumetto quindi come strumento di memoria, da leggere con occhi che pongono domande?

Il disegno ricostruisce la memoria con le immagini, accentua ed elimina le cose. La memoria di Hamdi è stata dimenticata per un lungo periodo dalla Turchia odierna, ma è sempre li e si fa trovare, emerge quando le energie lo richiedono. E' stato difficile ricostruire la sua vita e il suo percorso d'artista ma allo stesso tempo è stato facile perchè lui ci parlava attraverso Istanbul.

Nella presentazione dell'ultima edizioni di Komikazen avete evidenziato l'interesse a dare spazio a storie che altrimenti non trovano adeguati canali nella macchina dell'entertaiment.

Ci sono stori interessanti che non vengono degnate di attenzione dai media, e anche un servizio giornalistico cone il tg appare ormai puro entertaiment. Spesso il fumetto va a leggere e noi cerchiamo di dare voce a questo.

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2013

Alla ricerca dell'Incontro. Il XX secolo e l'arte contemporanea di fronte all'Oriente

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Gianluca Costantini Workshop

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